martedì 8 luglio 2008

Epo de France


Un nuovo Tour de France parte, nell'indifferenza generale. La mia per prima.

E pensare che fino a qualche anno fa non mi perdevo una tappa. Tour, Giro, Vuelta, Liegi-Bastogne-Liegi, Milano-Sanremo, Tirreno-Adriatico, Giro del Palazzo, Casa-Panetteria-Casa. La bicicletta era il mio elemento naturale.

Sì, lo so che la bicicletta non è un elemento, non di quelli classici da filosofica greca, ma voi che ne sapete? C'era Talete che diceva l'acqua, vabbè, ma magari c'era un altro filosofo un po' sconosciuto che affermava che l'elemento trascendente dell'universo era una bicicletta. O magari in futuro troveranno nuove tavolette del Mar Morto, dove Dio è il Primo Ciclista, De Zan è il suo profeta, e il Sancta Sanctorum è sul Mortirolo.

Il doping è causa del mio allontanamento dal mondo del ciclismo. Da spettatore, perché non mi va di fare il tifo per uno che sale a 40 all'ora sul Col dell'Izoard, con 2 litri di testosterone taurino in corpo, e col sangue talmente denso da raggiungere la completa degenerazione elettronica.
Da praticante, perché la mia asma avrebbe richiesto un massiccio ricorso a stimolanti di natura poco chiara, anche se alla fine quel che fa il Salbutamolo è solo divaricare un po' la trachea, voglio dire, niente di particolare, è un po' come applicare il cerotto apri-naso direttamente dentro la canna della gola.

Ma tant'è.

Tutto questo per dire che ogni volta che sento nominare la squadra della Gerolsteiner (massì, dai, quella di Totschnig, l'uomo che vanta più storpiature al mondo del proprio cognome), mi viene in mente "Sex machine" di James Brown.

Get up! (get on up)
Get up! (Gerolsteiner)


Quasi un mondegreen, eh, Cernaki?
No, non ne prendo di doping, ve l'ho già detto.

1 commento:

Luciano Riccardi ha detto...

Non sono mai stato appassionato di ciclismo. Però mi piace ascoltare "Tour de France" dei Kraftwerk :)