giovedì 25 giugno 2009

Sul concetto di viaggio


Tornato in Italia, devastato dal fuso orario. Nonostante il sonno accumulato non riesco a dormire.

Mi hanno fatto notare che dal post precedente si evince il fatto che non mi sono divertito in Giappone per via della compagnia. In realtà quel post l'ho scritto molto in fretta, visto i tempi stretti che avevamo tra un giro e l'altro, e non l'avevo neanche riletto. Mi dispiace molto che non si sia capito l'intento, ma non mi riferivo alla situazione particolare, alla compagnia in cui ero.

Il tutto è nato da una discussione, non ricordo neanche come cominciata, sul concetto stesso di viaggio: chi preferisce farlo da soli per vedere i luoghi e chi, come me, preferisce farlo in compagnia per la compagnia, più che per i luoghi. In futuro non ricorderò questo come il viaggio in Giappone, ma come il viaggio in Giappone con Beta e Kazushi, perché è con loro che l'ho vissuto dall'inizio alla fine. Non mi interessava vedere 7 templi, o 8, o 10: mi interessava viverli con i miei amici. Quando più, quando meno, sono riuscito: è tutto quello che volevo, niente di più. È soprattutto a questo che mi riferisco col "diritto di critica": nonostante non tutti i posti siano stati all'altezza, il viaggio è stato molto bello per via delle persone con cui ero, in particolare le più strette. Se ci fossi andato da solo, in Giappone, probabilmente mi sarei annoiato a morte.

5 commenti:

Semalutia ha detto...

Bentornato! :D

Minu ha detto...

ho compreso appieno il contenuto del tuo post. Anche io non amo per niente viaggiare da sola, tantomeno andare al cinema da sola o mangiare da sola. E' il condividere che mi fa apprezzare i luoghi, un film, un piatto. E' l'atmosfera che si crea tra persone quantomeno affini. Bentornato Spinoza, felice che tu abbia toccato il suolo

Pea ha detto...

comunque è strano...sarà che non ci sei abituato ma il fuso viaggiano da est a ovest lo si sente meno...comunque melatonina a stecca!

per il resto credo sia una questione di momenti più che di persone o luoghi. ci può essere la volta che la meta t'interessa meno di zero perchè è la compagnia che rende interessante un viaggio, e ci può essere quella in cui vuoi fare un viaggio nel senso più catartico del termine e quindi preferisci essere solo, e non c'è un meglio o un peggio...

o sarà che sono io troppo abituata a vivere da sola chissà....ma del viaggio a NY -che è uno dei posti più favolosi del mondo sotto ogni aspetto- ricordo con più piacere le mie due camminate da sola...volevo vivere la città direttamente e senza filtri, sentirmi a mio agio dentro di essa...come a Dublino..o forse è solo che io amo trovarmi all'estero, anche da sola.

Belphagor ha detto...

Di fondo hai pure ragione, però non è proiprio indifferente dove uno vada. Cioè, anche con i miei migliori amici, dieci giorni a Gabicce Mare me li risparmio volentieri no?! Daccordissimo invece su quello che hai scritto nel post precedente: uno che torna da una vacanza in un altro paese e ti dice che era tutto bellissimo, tutto splendidissimo, la gente fighissima ecc ecc è uno che non è onesto ne con te ne con se stesso!

Monica ha detto...

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