venerdì 26 giugno 2009

Nippon banzai



Meglio concentrare le forze su altre impressioni sparse del Giappone:
  • come dice il buon Jack, trovare un cestino della spazzatura in Giappone è una ricerca psico-filosofica: devi cercare dentro di te prima che fuori. Sì perché i cestini giapponesi sono pochissimi, piazzati nei posti meno probabili e rigorosamente differenziati ma in maniera totalmente random. All'università di Matsuyama c'erano 6 o 7 raccoglitori diversi, scritti ovviamente solo in giapponese e con disegnini esplicativi della chiarezza di un articolo sulla rottura spontanea della simmetria in fisica della particelle. Il prodotto netto di tutto ciò era una marea di astronomi occidentali con le tasche rigonfie di rusco alla ricerca perenne di un pertugio che assomigliasse vagamente a un bidone.
  • un alieno che atterrasse nel centro di Kyoto, a metà giugno, e tirasse fuori il congegno analizzatore della composizione atmosferica, ne ricaverebbe che l'atmosfera terrestre è composta di acqua, con tracce di azoto e ossigeno molecolari. La prossima volta che mi lamenterò dell'umidità di Bologna siete autorizzati a frustarmi con lo swiffer dei preti shintoisti. Ora che son tornato mi sembra di vivere nel deserto del Namib.
  • i giapponesi si applicano con dedizione a lavori che nella maggior parte del mondo occidentale, specie in Italia, produrrebbero entusiasmo pari al guardare un muro verniciato che si asciuga. Solo là puoi vedere parcheggiatori che dirigono il traffico di una automobile in un parcheggio deserto, utilizzando gli stessi tool e le stesse movenze di un direttore di volo su una portaerei, o il ferroviere dello Shinkansen della stazione di Shinagawa (ritratto qui sopra) che soleva ripetere gesti dai significati ormai oscuri, probabilmente legati al passaggio delle stagioni e al modo più tradizionale di cucinare gli udon in brodo.
  • non ve ne abbiate a male, giapponesi all'ascolto: il vostro cibo è ottimo, ma i dolci sono terribili. Voglio dire, può sembrare strano mangiare pesce crudo, alghe di mare e fave al posto delle arachidi per accompagnare un drink, ma almeno sono buoni. Al di là del gelato al tè verde, invece, l'idea che il 90% dei dolci sia composto da fagioli rossi dovrebbe far capire quanto le papille gustative deputate al sapore dolce nel giapponese medio non siano posizionate sulla lingua, ma probabilmente in qualche posto intermedio tra il padiglione auricolare e l'occipite.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Sul video riprodotto: l'esercizio conduce alla perfezione del lavoro...

Belphagor ha detto...

Lo ripeto:devi viaggiare più spesso, tiri fuori delle vere chicche!!

Semalutia ha detto...

C'era un perchè la Gialappa's ci avesse fatto un programma intero sui giapponesi! ;)))

simorende ha detto...

Questo post è tanto bello. :)
(E infatti lo dice anche la captcha per l'inserimento dei commenti: "RENDE" - comincio a pensare che abbia una coscienza.)

Welcome back spino!

Semalutia ha detto...

A proposito, cosa m'hai portato? ;)))

Stasera ce la facciamo a beccarci su skype?

Spinoza ha detto...

Io fino alle 7.30 dovrei essere su skype sempre. Regali sorpresa!

dark0 ha detto...

appena ho tempo devo leggermi bene questo tuo tour in jappone :-)

alianorah ha detto...

Ma con tutti questi dolci ai fagioli, suppongo che il Giappone sia anche un posto ben ventilato...

Stefano Gallagher ha detto...

Mi avevano detto dell'umidità giapponese, potrei morire in un posto del genere! Non sopporto l'umido di Savona, figuriamoci lì! Dicono che quando tiri fuori i vestiti dall'armadio è come se li ritirassi dallo stendino, appena appena sgocciolati.