lunedì 25 gennaio 2010

I nazisti dell'Illinois, fase 1


Inauguriamo oggi una rubrica della quale so che sentivate la mancanza. La rubrica sarà una recensione cinematografica di film che non ho visto, una sorta di processo alle intenzioni, che può essere letta sia in chiave cinematografica, appunto (sto film non l'ho visto ma tanto si sa come funziona), sia in chiave giornalistica (sto film non l'ho visto, su internet ne parlano a catena, magari dicono un mucchio di stronzate).

La chiameremo I nazisti dell'Illinois, in un duplice omaggio sia a The blues brothers, film che non si può non aver visto, sia al bellissimo scambio di battute in House, M.D., puntata 1x05 "Damned if you do":

House: «Tu odi le suore. E non si odia chi non si conosce.»
Chase: «Conosco dei nazisti? No, ma li odio lo stesso.»


Cominciamo dunque col recensire, inevitabilmente, Avatar.
Iniziamo subito col dire che il 3D non serve a niente, peggio, serve a qualcosa: a far stare la gente con la bocca aperta dimenticandosi così della banalità della trama. Sì perché la trama è quanto di più elementare si possa scrivere: i cattivi sono cattivi perché sono tecnologici, armati, i buoni sono buoni perché amano la natura e la rispettano, il cattivo si infiltra tra i buoni e diventa buono, combatte i cattivi e, contro tutte le probabilità, vince.
La ragione di essere del film, si dice, è negli effetti speciali. Lasciando da parte il 3D, c'è tutto il mondo alieno, gli animali, le piante e gli stessi Na'vi, creati al computer. Sinceramente quel poco che ho visto non mi ha fatto gridare al miracolo: il fotorealismo è ancora lontano. Una cosa che proprio non mi va giù è che ancora insistono per usare il motion capture da attori reali per animare i personaggi digitali. È un barare, è un prendere la strada più semplice: finché non sarà il computer stesso a generare movimenti realistici, invece di importare i movimenti di veri attori, gli effetti speciali non saranno altro che un colpo di vernice sullo schermo.
Come tutti i registi Cameron fa sempre lo stesso film: la tecnologia che soccombe di fronte alla potenza della natura (i marines di Aliens, supertecnologici e superaccessoriati, soccombono di fronte ai selvaggi alieni che squartano e sventrano a mani nude; l'inaffondabile Titanic viene affondato da un iceberg; The abyss sembra uscire da questo schema solo se non avete visto il Director's cut), quindi non mi aspetto nessuna variazione.
Unico punto a favore, che varrebbe da solo il prezzo del biglietto: Sigourney Weaver che fuma una sigaretta. Alla faccia dei deficienti che boicottano Avatar perché insegna valori negativi. Non perché ci sono i marines che vogliono sterminare un popolo, no: perché un personaggio fuma. Ridicolo come solo gli americani possono essere.

27 commenti:

felipe ha detto...

grande!!!
sapevo che lo avresti fatto..

Monica ha detto...

Bellino!!! ;-) mepia'!!

Semalutia ha detto...

"Ridicolo come solo gli americani possono essere"...giuro che questa te la rubo!!!!
Grande recensione, se prima non avevo nessun motivo per andare a vedere Avatar, ora ne ho ancora meno...

robydick ha detto...

sostanzialmente concordo.
sei ufficialmente invitato qua:
http://robydickfilms.blogspot.com/2010/01/avatar.html

GregHouse ha detto...

Io l'ho visto, e mi permetto umilmente di dissentire. Su tutta la linea (a parte sul boicottaggio anti-sigaretta, of course, cosa che tra l'altro mi era sfuggita).

Ciarlino ha detto...

Premetto che neanch'io ho visto Avatar e, onestamente, mi ispira davvero poco.
Concordo su tutto, specialmente sulla parte del motion capture: è una cosa che faccio fatica a capire. Anche recentemente, per fare un esempio, con A Christmas Carol (manca anche quello: nella mia città lo davano solo in 3D e io il 3D non riesco fisicamente a vederlo).
Voglio dire: un film in cui mi si dice che il protagonista è Jim Carrey. Occhio: "mi si dice", perché il personaggio sullo schermo è una specie di cartone animato, non è Jim Carrey. E la voce neppure, perché è doppiato (qui in Italia, ovviamente). E allora che resta? Un pupazzo che si muove come Jim Carrey. Onestamente mi sembra pochino... Poi il film sarà un capolavoro, non dico di no. Però è come dire: "Spettacolo teatrale con Paolo Poli" e poi Poli appare solo in un cartonato accanto agli emeriti sconosciuti attori della compagnia. Non so, a me lascia un senso di insoddisfazione.

GregHouse ha detto...

Chissà se avreste reagito così, se foste vissuti quando i film cominciarono ad essere colorati in Technicolor. E non mi dite che il 3D è diverso...

Spinoza ha detto...

Greghouse, sapevo che la discussione sarebbe andata a parare sul Technicolor e i luddisti della tecnologia... ero tentato di scriverci un trafiletto ma poi ho lasciato perdere.

Il mio pensiero comunque è che il 3d e il technicolor son davvero due cose diverse. Ad esempio perché non conosco nessuno che abbia capogiri, lacrimazioni e mal di testa per via del colore, ma ne conosco almeno uno (io) che li ha per via del 3d...

Spinoza ha detto...

Comunque, Greghouse, sinceramente mi interesserebbe sapere tu cosa pensi del film.

Lu ha detto...

"Alla faccia dei deficienti che boicottano Avatar perché insegna valori negativi. Non perché ci sono i marines che vogliono sterminare un popolo, no: perché un personaggio fuma. Ridicolo come solo gli americani possono essere."

ihihihihi..Manifesto!
Questa rubrica parte alla grande...mi abbono. :-D

Christian ha detto...

Anche per me il paragone che i paladini del 3D continuano a fare con l'introduzione del colore (o, peggio ancora, del sonoro) è sbagliato. Lo dimostra il fatto che lo stesso film viene fatto uscire nelle sale contemporanemente anche in 2D, e come tale può essere fruito. Sarebbe invece stato privo di senso fare uscire un film contemporaneamente sia in versione muta che sonora, o sia a colori che in bianco e nero. È la prova che il 3D non è davvero essenziale, non fa (ancora) parte integrante del linguaggio filmico.

GregHouse ha detto...

@spinoza
Volentieri.
Allora, partiamo dal 3D, che non è la cosa più bella del film, intendiamoci. In ogni caso, devo dire che a mio parere hanno fatto passi da gigante, rispetto ai film precedenti. Certo, siamo lontani dalla perfezione: il senso di nausea e il mal di testa sono difficili da ignorare, ma credo che il problema sia proprio dell'obiettivo della videocamera, che riesce a mettere a fuoco solo un piano; il fuori fuoco in 3D è obiettivamente insostenibile...

Comunque, tralasciando la baracconata degli occhialetti (che comunque sono una figata), io ho adorato questo film.

La storia è banale? Mah, forse, ma posso dire "chi se ne frega"? Avatar mi ha fatto sognare, emozionare, divertire, mi ha fatto fare spudoratamente il tifo per il protagonista come non mi succedeva da una vita. In molti sensi mi ha fatto ritornare bambino: per la prima volta dopo tanto tempo ho sentito davvero la magia del cinema. Quella stessa magia che incontri quando leggi un bel libro. Quella magia che ti fa dimenticare del tuo mondo per affidarti completamente a quello partorito dalla fantasia di un uomo.

Che poi, diciamocelo, la trama non è nemmeno così banale. Sarà pure Balla coi lupi nello spazio, ma:
1) nessuno si è mai nemmeno sognato di rimproverare a Balla coi lupi la pochezza della trama (come non mi risulta che Costner abbia fatto causa alla Disney per plagio);
2) questo tipo di trame sono racconti archetipici, più che banali, che fanno parte del background comune dell'umanità: la letteratura è piena di esempi di questi tipo;
3) diciamocelo, le storie e i personaggi semplici sono quelli che segui meglio e, di conseguenza, quelle in cui -solitamente- ti identifichi di più;
4) al primo che mi dice che i Nav'i se li poteva inventare pure lui, do una testata.

E ultima cosa, il lato "effetti speciali" è splendido, 3D a parte. Il motion capture personalmente lo vedo come una sorta make-up molto avanzato: c'è la stessa onestà intellettuale nel far recitare un poveretto sotto chili di cerone e maschere di lattice rispetto ad usare i suoi movimenti per animare una figura creata al computer.

Ah, mi ha fatto cagare la colonna sonora. Ma d'altronde non si può avere tutto.

Spinoza ha detto...

@greghouse: grazie del tuo pensiero. Io sono convinto che il metro di giudizio della qualità di un film non sia il "quanto mi ha fatto emozionare", anzi, sono convinto che sia il contrario: più un film fa "emozionare", più è grossolano, fatto per solleticare le emozioni più semplici. A me non basta, ho bisogno delle sottigliezze, dei doppi-tripli-quadrupli significati. Fare un film che fa emozionare è estremamente semplice (che ci vuole a far scendere una lacrima? O a far paura, basta un babau dentro un armadio).; fare un film complesso è tutt'altra faccenda.

Der Pilger ha detto...

Il 3D e' una figata, e' l'unica ragione per vedere questo bel documentario sugli effetti speciali.
Vederlo in 2D e' come mangiare il lardo di colonnata ma togliendo il grasso.

Per il resto...aggiungo solo questo:
http://tinyurl.com/ydgwpqd

Spinoza ha detto...

Nooo pilger, mi casca un mito. Ti sei fatto abbindolare dai lustrini e le paillettes...

Der Pilger ha detto...

Per nulla abbindolato, sono andato a vederlo molto coscientemente.
Del resto se voglio vivere in una societa' che mangia merda, ogni tanto un assaggio lo devo dare, giusto per empatizzare coi miei simili.

Pensavo di annoiarmi dopo la prima mezz'ora e invece il 3D e' stato un bell'intrattenimento, altrimenti mi sarei sparato all'inguine.
Senza contare che gli occhialoni mi davano un fascino anni 60.

Pea ha detto...

si ho sentito dire che la trama è quanto di più banale ci possa essere...pocahontas praticamente!

in compenso ho fatto vedere al mio ragazzo i blues brothers, che ridere vederlo incredulo quando jake e elwood non si scompongono mai dopo gli attacchi di carrie fisher :)

GregHouse ha detto...

@spinoza
Io ho sempre cercato di distinguere due tipi di cinema: quello tipo Avatar, che in grado di svuotarti la mente e farti rimanere imbambolato per tre ore, quello in cui lo spettatore ha un ruolo totalmente passivo, e quello forse più moderno dove la vicenda è trattata in modo da rendere lo spettatore protagonista, quello delle sottigliezze e dei doppi-tripli significati.

Ora, a questo punto è questione di gusti personali. Io sbavo -intendiamoci- per i film di questo secondo tipo, molto più che per quelli del primo, di solito: mi stimolano intellettualmente, mi fanno ragionare sulle sfaccettature della trama per giorni, e non finirò mai di ringraziare i registi che riescono a rendere tutto questo realtà (l'ultimo film veramente cazzuto che ho visto, di questo tipo, è stato Primer).

Tuttavia se un film è fatto coi controcazzi, come Avatar, riesco ancora a lasciarmi trasportare dalla storia, fregandomene di tutto.

Christian ha detto...

@GregHouse

e quello forse più moderno dove la vicenda è trattata in modo da rendere lo spettatore protagonista, quello delle sottigliezze e dei doppi-tripli significati.

Moderno?
Lo faceva Lubitsch negli anni '20! :-)

GregHouse ha detto...

@Christian

La parola "forse" ha un significato. Poi, se si vuole tagliare pezzi di un discorso giusto per far polemica gratuita, ditelo, che mi diverto un po' anch'io.

robydick ha detto...

certo che 'sti nazisti dell'illinois non si smentiscono mai! :D

Spinoza ha detto...

Dai che si scatena il flame! :) scherzo eh!

Comunque, boh, sarà che io non riesco a disgiungere la storia di un film dal suo apparato visivo: o meglio, riesco a disgiungere, però se vado a vedere un filmone kolossal con una storia ridicola, non riesco proprio a dire "è un bel film" perché gli effetti sono fatti bene o perché l'autore utilizza tutti i mezzi più facili e triti per catturare l'attenzione dello spettatore. Un critico ha detto: "in quale punto del film avete avuto qualche dubbio su quel che sarebbe successo poi?"

GregHouse ha detto...

@spinoza:

"in quale punto del film avete avuto qualche dubbio su quel che sarebbe successo poi?"

No, infatti in nessuno: la trama era prevedibilissima. Sto solo dicendo che la cosa non è necessariamente un male. L'ho detto, questo film è riuscito a tirare fuori il bambinone che alberga in me :)

Semalutia ha detto...

Ora, Spino, aspettiamo ardentemente un tuo post DOPO aver visto Avatar!!! :-))

Spinoza ha detto...

Troppo facile recensire un film che si è visto!!!

Undead ha detto...

Che delusione, Spinoza!
Recensire un film che non si e' visto e' proprio il genere di cosa che sono aduso a vedere tra gli americani.

Troppo facile cosi'.
Eh no, bello, vai al cinema, ti sorbisci 3 ore di cliche', e solo dopo ne parli! ;)

Undead (che quelle 3 ore - ahilui - se le e' sorbite e adesso si sente autorizzato a recensioni tranchant)

PS: in ogni caso la storia che il 3D provoca mal di testa, lacrimazione, bruciori intestinali, orchite e alitosi (oltre a suonare vagamente apocrifa) non ha nulla a che vedere con la pochezza della plot.

Spinoza ha detto...

Gli americani non recensiscono film che non hanno visto; in realtà non sono capaci di recensire neanche quelli che hanno visto, essendo il loro iq medio prossimo allo zero. Se il marchese ha deciso di confondersi coi comuni mortali per 3 ore di orgie visive, mi dispiace per lui, ma avrebbe potuto togliere il "visive" e accontentarsi di orgie vecchio stile.