venerdì 20 marzo 2009

Scena gelatino


Non so quanti di voi hanno presente il film Viaggi di nozze, di Verdone. La prima volta che lo vidi fu sull'autobus, in viaggio verso Praga, gita di quinto: doveva essere il 1998. Non è del film che voglio parlare, ma in particolare di una scena: quando al vecchio padre di Giovannino cade il gelato in terra e con lo sguardo da cane bastonato guarda il figlio e gli fa: "Gelatino..."
Ogni volta mi si stringe il cuore, da lacrime agli occhi, davvero. Ogni volta che vedo una scena simile, da qualche parte, mi succede lo stesso. È la "scena gelatino", anche la Picciula mi prende in giro. È il bimbo che perde tutto il suo mondo, che si dispera per quello: i bimbi che fanno semplicemente i capricci non mi impressionano.

Mi è ritornata in mente leggendo questo articolo sul piccolo Carlo Ancelotti, in particolare quando racconta:

Ricordo di avergli rotto le scatole [al papà, ndSpino] per settimane perché mi portasse a vedere l'Inter. Il posto più comodo era Mantova. Doveva essere il '71, so che c'era Boninsegna. Arriviamo lì, tutto esaurito. Cancelli chiusi. Mi metto a piangere a dirotto fuori dal cancello, in genere funziona, ma lì c'era uno duro, mica facile intenerirlo. Ha resistito un tempo, l'Inter era sotto di un gol. Poi mi ha detto dai, passa. L'Inter ha vinto 6-1

Rileggendola, visto il "ma lì c'era uno duro, mica facile intenerirlo" sembra più un capriccio che una scena gelatino.
Però sul momento mi ha fatto tenerezza.

5 commenti:

Bruno ha detto...

sono piccole scene che dovrebbero far riflettere.... oggi è tutto talmente veloce che uno sgurado "gelatino" o un capriccio non si ha il tempo di analizzarlo... mi piace questo post, :-D

la cosa meno bella è che nel 71 sono nato e oggi ancelotti è alla frutta......sto cazzo di tempo non si ferma mai

Spinoza ha detto...

grazie bruno per il tuo apprezzamento... a quanto pare sei solo :)

Pea ha detto...

io generalmente i marmocchi non li sopporto, non li posso manco vedere a meno che non siano dei piccoli automi silenziosi.

Ma ammetto che la pubblicità di Sky dove il bambino perdeva l'orsacchiotto mi faceva piangere tutte le sante volte che la vedevo, forse per empatia visto che da piccina ho perso il mio cane. Per circa mezz'ora. Lo stronzo era tornato a casa da solo.

ma grazie per avermi segnalato l'articolo del Carletto, che omo de sostanza!

Stefano Gallagher ha detto...

E' vero, è tristissima quella scena! Ma tutto il film, in realtà, ha un fondo amarissimo, non è poi così comico.

FulviaLeopardi ha detto...

oddio, il gelatino...però ultimamente verdone non se pò proprio vede'!