giovedì 16 ottobre 2008

Scene di lotta di classe a Bologna S.Vitale


Autunno caldo.

Scioperi, manifestazioni, assemblee. Niente di nuovo, mi pare. Si facevano ai tempi dei democristiani, si sono fatte quando la sinistra era al governo, si fanno quando la destra è al governo.

Pensandoci un attimo, distinzione inutile. Sia la sinistra che la destra sono neo-democristiani. No, perché se qualcuno mi ricorda che D'Alema è stato comunista, gli tiro in testa il libretto di Mao. Appesantito da un mattone.

Comunque, dicevo, niente di nuovo.


Qualche giorno fa, passeggiando per andare al lavoro - l'autobus lo prendo di meno, e quando lo prendo ora pago sempre il biglietto - mi imbatto in una bacheca su cui c'erano affissi un po' di questi volantini: assemblea contro la riforma Gelmini, protesta contro la crisi economica.
E sotto, vergato a mano, appiccicato il biglietto in foto.

Rispondiamo a questo simpatico signore che neanche si firma - assolutamente in linea con il vigliacco medio, che talvolta passa anche nei blog:
  • Cosa c'entra il governo? Cioè, tu mi stai davvero chiedendo cosa c'entra il governo con la riforma Gelmini? Mah, non lo so. È che sai, da buon matematico rimango sempre preda della cara vecchia proprietà transitiva: riforma Gelmini -> Gelmini è un ministro -> fa parte del governo. Quindi la riforma Gelmini è fatta dal governo. Non fa una piega, direi. E ora, visto che il simpatico Grigori Perelman ha rifiutato la medaglia Fields per la matematica, che ne dite di darla a me per questa brillante deduzione logica?

    Potreste chiedermi cosa c'entri il governo con la crisi economica mondiale. Potrei replicare che, dal momento che il mondo intero ha sterzato politicamente a destra da una decina d'anni a questa parte, il nostro governo c'entri e come.

  • Voi siete sempre "contro", mai "per". È la definizione di opposizione, mio caro. Si contrastano le porcate che fa il governo. A che scopo proporre, dal momento che ci stanno una manica di criminali, che hanno la maggioranza assoluta in entrambe le camere, e che quindi batteranno sempre le nostre proteste?

    Da sottolineare anche il fatto che io, per il voto che ho espresso, sono ormai extraparlamentare. L'unico modo che ho per far sentire la mia voce è protestare in piazza.

  • La gente "normale" non vi sostiene più: questa è la chicca, la perla finale. Vorrei tanto sapere come si declini, nella mente di costui, la "normalità" di una persona.
    È il colore dei capelli, vero? Non vi piacciono i capelli neri? O forse è la forma delle orecchie? Lo sapevo, io e le mie dannate orecchie a sventola.

Quello che temo è che per questo signore la "normalità" si conti a suoni di zeri nel conto in banca.
Se è così, allora io sono molto, molto anormale.

6 commenti:

FulviaLeopardi ha detto...

riforma Gelmini -> Gelmini è un ministro -> fa parte del governo


perché non è così? O_O

Spinoza ha detto...

Certo che è così... solo che qualcuno non se n'è ancora accorto...

laRiflessiva ha detto...

eh, ma infatti, smettiamola di incolpare il governo di queste riforme fatte a caso, si sa che è tutta colpa... aspetta... dei rumeni, no?

serena ha detto...

...Soprattutto non è normale uno che, invece di una penna nera o blu, per scrivere ne utilizzi una verde...che sia della Lega? :)

Battute a parte, concordo su tutta la linea...ti darei anche il Nobel per la letteratura, visto la splendida parafrasi + commento che hai fatto del pezzo!
Baci solidali e barricaderi

Alicesu ha detto...

Caliamo un velo pietoso sul mentecatto del biglietto.
Però però però, non son tanto d'accordo sul fatto che siamo davanti alla solita solfa.
Oggi ero in manifestazione, coi ragazzi, e non avevo mai visto una cosa simile. E sì che di manifestazioni ne ho viste tante.
Si occupa, si parla di unirsi alla lotta operaia, si fanno i discorsi del '77. Discorsi che non credevo che qualcuno potesse riesumare.
E' vero, questo accadeva già ai tempi della democrazia cristiana, però ricordiamoci che certi movimenti hanno portato dei diritti che oggi sono scontati.
E quei ragazzi oggi parlavano degli stessi diritti, con gli stessi slogan.
E sono i ragazzi della "generazione cognitiva", quelli da cui ci si aspettava la passività.

A Bologna c'è fermento.
Ci sono i capannelli il giovedì mattina.
Ci sono i liceali che parlano con gli universitari.
E c'è il movimento Bologna città libera, che non è da snobbare.

Secondo me, almeno sul campo potenziale, non siamo nella solita solfa.

POi, va beh, forse sono un'inguaribile ottimista.

Stefano Gallagher ha detto...

Venerdì sono stato mezz'oretta alla manifestazione a Genova e c'era qualche genio col cartello contro il ministro dell'istruzione "GeRmini", con la R.
Punizioni corporali!