giovedì 29 maggio 2008

Si dice "nuculare"


Scajola vuole costruire centrali nucleari. Al di là di tutte le considerazioni di sicurezza, è una scelta stupida. Voglio dire, che senso ha abbandonare un'economia energetica basata su carbone e petrolio, che non abbiamo in Italia e dobbiamo comprare dall'estero, per una basata sull'uranio, che non abbiamo in Italia e dobbiamo comprare dall'estero?

Dice che la Francia ha 50 centrali nucleari ed è autosufficiente dal punto di vista energetico. Autosufficiente sta minchia, perché paga fior di quattrini per importare il materiale fissile da altri Paesi. E quindi?

E quindi l'unica cosa sensata è produrre energia con roba che abbiamo in casa. Fiumi, sole, geotermia (cazzo, abbiamo 4 vulcani attivi in Italia e non li usiamo), vento, maree. Pure le cazzate abbondano in Italia, peccato non se ne possa ricavare energia: saremmo indipendenti energeticamente in 10 minuti.

8 commenti:

serena ha detto...

E poi basta con sta storia del nucleare come energia pulita! Ho capito che non ci sono emissioni ma le scorie radioattive dove le mettiamo poi? Ah, sì, giusto, le sotterreremo in qualche posto nel terzo mondo, tanto lì già muoiono di fame, cosa vuoi che sia un po' di radiazione in più? Oppure si possono mandare a Napoli, tra i cumuli di spazzatura magari si confondono!

Jack ha detto...

non e' pulita, non e' rinnovabile, ma al momento e' la piu' efficiente e la piu' economica (e lo sara' per i prossimi 20-30 anni).
Ed e' (al momento tra le enrgie non rinnovabili) quella con il minore impatto ambientale.
Sul corto-medio termine, se si vuole fare qualcosa per l'ambiente (riduzione emissioni CO2,...) il nucleare e' quasi l'unica alternatica, da usare finche' le energie rinnovabili diventino abbastanza mature da essere utilizzate estensivamente.

simotrone ha detto...

Concordo col post.
E purtroppo quoto serena riguardo le scorie.
Per la questione impatto-ambientale, puoi aver ragione Jack, ma ritengo sia una quesitone solo di tempi (incorporare certi oggetti nel design canonico è sempre stata una sfida accettata da molti progettisti); i problemi sono altri (es:CO2), a mio avviso e di portata notevolissima - ma col nucleare imho si passa dal problema A al problema B - quindi nel migliore dei casi stiamo semplicemente spostando il focus (nel peggiore avremo A+B).
A mio avviso, è una scelta del menga.

Jack ha detto...

Purtroppo e' l'unca soluzione a medio-breve termine per disfarci del petrolio e carbone.
Sono perfettamente concorde sul fatto che non e' LA soluzione, ma deve essere solo una cosa di passaggio dal petrolio/carbone alle energie rinnovabili.
Purtroppo, al momento, non siamo ancora pronti alle energie rinnovabili sia dal punto di vista tecnico (ad esempio le fabbriche di silicio non riuscirebbero a sopportare una produzione massiccia di wafer per il fotovoltaico visto che sono gia' quasi al 100% per produrre wafer per i circuiti integrati) sia dal punto di vista di societa': passare alle energie rinnovabili comportera', penso, all'eliminazione dei monopoli sull'energia. Significa che i pochi produttori che ci sono adesso (aziende statali,...) perderanno un sacco di soldi, mentre la gente comunedovra' diventare piu' consapevole e prendersi un po' piu' di responsabilita'.
Quindi il problema non e' tanto la costruzione e utilizzo degli impianti ad energia rinnovabile, quanto fare accettare alla societa' il cambiamento.
Il nucleare darebbe un po' di respiro al pianeta.

serena ha detto...

Sono laureata in Scienze Ambientali e posso solo riportare le considerazioni fatte in base agli esami sostenuti. In primis, l'effetto serra è solo in minima parte responsabile dell'innalzamento della temperatura della Terra. Stiamo infatti entrando in un'era geologica calda (ad esempio, il Medioevo apparteneva ad un' era geologica fredda) e si sa, parlando di movimenti climatici di così larga scala, l'effetto serra diventa una goccia nell'oceano delle cause. Ciò non toglie che bisogna assolutamente abbassare i livelli di sostanze inquinanti nell'atmosfera perchè ne va della salute della popolazione mondiale. Gli inquinanti peggiori (cancerogeni) sono il benzene, gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo etc. Il nucleare, come avete detto, è la soluzione a breve termine maggiormente fattibile...ma non è così! Chiedetevi perchè, in Italia, è vietato introdurre olio di colza nei motori diesel, quando, soprattutto nei Paesi del Sud America, insieme all'etanolo, è una delle sostanze più utilizzate come carburante auto. Ed a emissioni tossiche praticamente zero. Penso che questa strada sia più facilmente percorribile delle centrali nucleari ma, gli interessi che vi sono dietro la ostacolano da tanti anni. Raoul Gardini, che l'aveva capito già negli anni '80, si è suicidato a fronte delle pressioni esercitate dalle lobbies petrolifere!
Scusate se sono stata prolissa.

Spinoza ha detto...

Attenzione, serena, ai biocombustibili. Si rischia di dover convertire una buona parte del terreno coltivato per cibo a terreno coltivato per autotrazione. Col risultato di andare tutti in giro in automobile, ma di aumentare la percentuale di persone nel mondo che muore di fame.

Anonimo ha detto...

La gente nel mondo muore di fame per le politiche protezionistiche dell'agricolutra del 1° mondo, non per i biocombustibili!
Il problema è a mio avviso diverso: se si mette a coltura un terreno per biocombustibili si ha emissione di CO2 per il legno bruciato, per l'humus ossidato nel suolo (si, c'é anche quello!) per la produzione dei concimi chimici necessari a tirare su il nostro biocombustibile (la fissazione industriale dell'azoto atmosferico è molto energivora!), per l'estrazione del potassio sempre necessario come concime e per la lavorazione del biocombustibile.
Il biocombustibile non è una soluzione, con il modello agricolo attuale, serve solo ad integrare i redditi degli agricoltori.

Jaco

Spinoza ha detto...

"La gente nel mondo muore di fame per le politiche protezionistiche dell'agricolutra del 1° mondo, non per i biocombustibili!"

Non ancora.

"Il biocombustibile non è una soluzione, con il modello agricolo attuale, serve solo ad integrare i redditi degli agricoltori."

Sì, però nel terzo mondo pagano x per una ettaro a grano e 5x per un ettaro a biocombustibile... secondo te a cosa coltivano gli agricoltori?