mercoledì 9 giugno 2010

L'uomo senza microfono


Alcuni giorni fa me ne sono andato in piazza a sentire un po' di musica dal vivo, e purtroppo sono stato spettatore di uno dei discorsi più assurdi che abbia mai sentito. Ometterò nomi luoghi e date perché nessuno si senta offeso (tanto poi chi si deve sentire offeso si sentirà offeso comunque, mi spiace ma devo dire quello che penso).

Praticamente tra una canzone e l'altra un tizio viene invitato sul palco a parlare a nome di una associazione. Il discorso più o meno è questo:

L'altra sera, in una via qui vicina (nota via di locali, NdSpino), è successo un fatto GRA-VIS-SI-MO. I carabineri hanno mandato via un gruppo di persone che pacificamente stavano godendosi una serata all'aperto, chiacchierando e bevendo. Sono stati chiamati da quei parrucconi che vivono lì vicino, che vogliono toglierci la possibilità di divertirci, perché sono fascisti... voglio dire, se uno compra una casa allo stadio, per esempio, che costa pure poco, mica può pretendere il silenzio durante le partite! Stanno togliendo la vita a questa città... ecc ecc

Ero sbalordito, non potevo credere alle mie orecchie. Sono anche sbottato in un "ma che cazzo di discorso è?", ma quando un uomo senza microfono incontra un uomo col microfono, l'uomo senza microfono è un uomo muto.

Con che coraggio si può chiamare una scemenza del genere un fatto "GRA-VIS-SI-MO"? Gravissimo è un omicidio, la perdita del lavoro, la mafia. Davvero una nottata di festa interrotta è un fatto gravissimo? Se sto tizio pensa davvero che il fascismo sia questo, bè, non so che dire.

Una cosa è certa, però: tra un gruppo di bamboccioni che piange perché vuol divertirsi tutta la notte, coi soldi di papà magari, e la polizia non glielo permette, e i residenti delle case vicine che vogliono dormire, perché la mattina si alzano presto per andare a spaccarsi la schiena in fabbrica, per pagare il mutuo o l'affitto di quelle case che costano poco, solo perché sono le uniche che possono permettersi, insomma tra i borghesi e i lavoratori, io starò SEMPRE con i lavoratori.

5 commenti:

robydick ha detto...

quello che ha parlato è una testa di cazzo, per usare un eufemismo.
sono d'accordissimo

matteo ha detto...

Sull'infausto uso della parola fascisti e dell'aggettivo gravissimo, nonchè quindi sulla poca intelligenza e/o capacità dialettica dell'oratore, sono daccordo con te.

Per il resto, dipende di quale via/zona si stia parlando: se per esempio dovessi trattarsi di piazza Santo Stefano, sai bene che i condomini intorno non sono certo operai che si devono alzare la mattina presto per andare a "spaccarsi la schiena" in fabbrica.

E' in generale il classico discorso del cittadino medio bolognese che si lamenta del degrado dovuto agli studenti, del fatto che disturbano, sporcano, etc etc. Sembrano però dimenticare quando fanno questi discorsi che l'economia di questa città funzioni solo grazie agli studenti stessi; bar, pizzerie, locali lavorano grazie alla presenza degli studenti. I trasporti sono efficienti e le infrastrutture presenti sempre grazie agli studenti di cui sopra. E cosa dire poi di tutto il sommerso? Quanti di quelli che si lamentano affittano in nero le proprie numerose case a cifre esorbitanti?

Forse sono andato OT, ma credo tu abbia capito cosa intendevo sottolineare.

Spinoza ha detto...

Matteo, hai chiaramente ragione, ma lasciami sottolineare che la zona non era Santo Stefano... ma il Pratello, via, dai, l'ho detto. Comunque ritengo che poco cambi: anche a Santo Stefano c'è gente che si sveglia presto la mattina, magari per andare in ufficio o a una riunione del consiglio di amministrazione, ma sempre a lavorare.

L'economia di Bologna dipende in buona misura dagli studenti, è vero. Ma gli studenti possono anche rovinarla una zona. Prendi piazza Verdi: il valore degli immobili in quel posto, da molti anni a questa parte, è calato vistosamente. Alcuni hanno investito i risparmi di una vita in un appartamento, e ora si ritrovano ad aver perso parecchio: non mi sembra giusto. Inoltre, luoghi di aggregazione alternativa, dove non si disturba chi invece vuol dormire, a Bologna credo che non manchino: Giardini Margherita, Villa Angeletti...

Semalutia ha detto...

Mi sento tanto parruccona.....io, che abito un po' in campagna, appeno sento vociare fuori, la sera, mentre sto cercando di dormire, mi inalbero non poco...

Scusate, non è che dobbiamo stare a guardare la via o la zona. Un conto è che il rumore sia dovuto ad attività lavorative (tipo, chessò, se si abita vicino ad una stazione ferroviaria), un altro è che la mia notte insonne sia dovuta al divertimento cretino di altri.

C'è una legge che vieta gli schiamazzi notturni mi pare. Se poi io domani devo lavorare, andare al mare, dormire etc. sono cavoli miei, lo schiamazzao non va permesso uguale.

Parruccona

Lu ha detto...

...E dall'alto dei miei 31 anni, direi che son parruccone pure io, in questo caso. Poi, vabbeh: sono in piena esercitazione in vista della mia anzianità da rompiballe. Lo pretendo, e non vedo l'ora.
Ciao Spino! Ciao Sema!