venerdì 18 marzo 2011

Vanity, thy name is Spinoza


Il mio nuovo pc personalizzato.

Le superflu, chose très nécessaire...

mercoledì 16 marzo 2011

Vetri rotti


Fa tristezza e una profonda rabbia leggere, a marzo 2011, di gente ancora a favore dell'energia nucleare. Fa ancora più rabbia che l'articolo del Corriere sia firmato da Edoardo Boncinelli, un genetista luminare della ricerca in Italia, mentre l'articolo par-condicioso di risposta è affidato a un pressappochista qualunque come Adriano Celentano.

Le persone non troppo intelligenti si sono svegliate un mattino coi tremori del terremoto di Sendai e si sono rese conto che il nucleare è pericoloso. Bè, meglio tardi che mai.

Le persone un po' più sveglie lo sapevano da prima, anche da prima di Cernobyl, basta farsi due conti e immaginarsi gli scenari possibili e il rapporto costi-benefici. Sarà anche vero che le centrali nucleari sono intrinsecamente più sicure di altre tipologie di centrali. Ma gli incidenti càpitano. Fukushima, Cernobyl, Three mile island sono solo le più conosciute e gravi. Majak, Windscale, Chalk River, sono poco conosciuti ma esistono, sono là, andateli a cercare. E quando gli incidenti càpitano, uno deve sempre pensare al worst case scenario. Cosa succede se va tutto storto? Nel caso di una centrale nucleare, bè, non c'è tanto da pensarci sopra, significa la fine della vita as we know it su un'area più o meno vasta. Sapete cosa succede ad una centrale solare nel worst case scenario, se arriva un terremoto, uno tsunami, ci cade sopra un meteorite, arrivano i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse? Assolutamente niente. Vetri rotti, al massimo.

Gli stupidi invece, a quanto pare, non li svegliano neanche una scossa di terremoto.

lunedì 14 marzo 2011

È un mondo alla rovescia


Questa qui sopra è l'immagine che può definitivamente far capire come sono i tedeschi. Invece di porre la parte seghettata sul corpo rigido della scatola porta-pellicola trasparente, loro lo mettono sul coperchio. Ma come cazzo si fa.

mercoledì 9 marzo 2011

Fahren Sie die Autobahn?


L'italiano medio, quando pensa alla Germania, pensa sostanzialmente a tre cose:

  1. I nazisti;
  2. le Autobahnen;
  3. la gnocca.
Per quel che riguarda i nazisti, è bene sapere che i tedeschi vivono ancora come un trauma questa parte della loro storia, quindi non è davvero il caso di nominarla di fronte a uno di loro (a meno che non sia solo, più piccolo di voi e vi stia veramente sulle palle). Per quel che riguarda la gnocca, ne parlerò diffusamente in futuro, per ora sappiate che nello stereotipo c'è del vero e c'è del falso.

Le autostrade tedesche sono conosciute e mitizzate in tutto il mondo per due motivi fondamentali:
  1. sono gratis;
  2. non hanno limiti di velocità.
Per la prima, non c'è che dire: niente caselli, niente vignette, niente di niente. Le Autobahnen non si costruiscono né si aggiustano da sole, comunque, quindi da qualche parte i soldi dovranno pur trovarli. Presto detto: le tasse. Hai una macchina? Non ce l'hai? Ce l'hai ma non vai mai nell'Autobahn? Sticazzi, dice il legislatore tedesco. Fuori la pecunia.
Gli stranieri, che ovviamente le tasse le pagano - o non le pagano, ma questo è un altro discorso - nel loro Paese, sentitamente ringraziano. I tedeschi un po' meno, ma niente di drammatico.

Per quanto concerne i limiti. Le autostrade tedesche, di base, non hanno limiti di velocità, ma per quasi la metà del loro intero percorso (circa 6000 km su 12000) hanno in realtà un limite, il più delle volte completamente senza senso. Alcune volte è 120 km/h; spesso è 100; talvolta, in corrispondenza non si sa bene di che, perfino 80.

Capirete anche voi che tutto questo è molto pericoloso. Alcuni pensano che la pericolosità di tutto questo sia insita nelle parti senza limiti; altri, molti di più, ritengono che siano le parti con i limiti le più pericolose. Per dirimere la questione bisogna considerare fattori sociali, psicologici, fisici.

  • Fattore sociale: l'automobilista tedesco medio è maraglio. Non appena il timido sole bavarese si affaccia sulla città, il maraglio sfodera camicetta aperta sul petto, BMW Z4 elaborata decappottabile aperta, braccio fuori dal finestrino e heavy metal a palla. Tale personaggio, aspirando alla maraglità assoluta, sorvolerà le Autobahnen a velocità poco meno che relativistiche, gareggiando con altri maragli come lui e rendendo de facto inutilizzabili per tutti gli altri le due corsie autostradali più a sinistra.
  • Fattore psicologico, strettamente correlato al fattore sociale: il tedesco medio, non necessariamente automobilista, è frustrato sin dalla nascita. Nella terra del verboten, al tedesco è proibito quasi tutto quello che piace (con la reiterata scusa che è immorale, fa ingrassare, o contribuisce allo sterminio degli ebrei). Quello che in Italia, nonostante sia formalmente vietato, in realtà è solo blandamente sconsigliato (e infatti per rimediare abbiamo inventato il meraviglioso assolutamente vietato, che affascina e perplime il resto del mondo), per il tedesco è vietato. "Vietato calpestare le aiuole", "pista ciclabile", "lo sfruttamento della prostituzione minorile è un reato punibile con la reclusione da 6 a 12 anni" sono cose che in Italia fanno sorridere, ma qua vengono prese terribilmente sul serio. Tutto questo per dire che l'assenza dei limiti di velocità sulle autostrade, nonostante abbia un'origine assolutamente prosaica (la forte pressione lobbistica delle Case automobilistiche tedesche), al tedesco medio deve sembrare un dono quasi divino, da accettare e usare nella grazia del Signore per completare i 580 km tra Monaco e Berlino in meno di 3 ore.
  • Fattore fisico: l'automobilista medio, non necessariamente tedesco, più va veloce più fa danni. Per comprendere questo apparentemente semplice enunciato, bisogna sapere che l'energia cinetica è il lavoro che si deve compiere su un corpo di massa m, inizialmente fermo, per portarlo ad una certa velocità v. Ma è anche il viceversa: è il lavoro che un corpo di massa m, in moto a velocità v, deve compiere su qualcos'altro per fermarsi. La cosa importante da sapere (e che di solito sfugge a automobilisti e non, tedeschi e non) è che l'energia cinetica dipende linearmente dalla massa, ma quadraticamente dalla velocità. Sostanzialmente, se io con la mia 207 (m1=1400 kg) a v1=130 km/h mi schianto faccio danno 1, ma se si schianta uno col Cayenne (m2=2300 kg= 1.6 m1) a v2=200 km/h=1.5 v1 fa danno 1.6*1.5^2 = 3.6 volte maggiore.
In soldoni, i tedeschi sono portati a correre come disperati per far fronte a tutta una serie di inadeguatezze, le leggi dello stato glielo permettono per evitare di avere un esercito di frustrati ad assaltare il Reichstag, le leggi della fisica sono lievemente meno permissive e curano le inadeguatezze del tedesco con gravi lesioni e talvolta la morte.

venerdì 25 febbraio 2011

Paleo-drugs

Repubblica oggi posta delle foto di drogati prima e dopo, forse per sensibilizzare contro l'uso di stupefacenti. Questa una delle immagini:




Poco sotto, però, c'è la notizia che alcuni ricercatori hanno ricostruito il volto di Ötzi, la mummia del Similaun:
La conclusione ovvia? Ötzi è morto di overdose.

mercoledì 23 febbraio 2011

Il monte Fumaiolo, parte trentaduesima


Fumaiolo doppio in un solo articolo quest'oggi. Il primo è che Stefano Accorsi ha acconsentito a farsi fotografare senza ritocchi di Photoshop su Ok Salute. L'unico interesse di questa notizia è sapere che ritoccano anche le foto degli uomini sulle riviste.
Il secondo è che la visita in Bolivia gli ha cambiato la vita. Ma non tanto, purtroppo, da convincerlo a trasferirsi definitivamente là.

lunedì 14 febbraio 2011

I panni sporchi si lavano in casa


Uno dei metodi più efficaci per farsi un'idea di un popolo è quello di studiare il loro concetto di privacy. Non necessariamente si riesce dire cosa è meglio e cosa è peggio, forse perché un meglio e un peggio non ci sono, o forse perché gli estremi della scala sono entrambi peggio e l'ideale sarebbe una via di mezzo. Come in ogni buona analisi che si rispetti, l'analisi fornita si basa sull'osservazione di un solo caso, il mio, ed è quindi molto più che sufficiente per una statistica globale, assoluta e omnicomprensiva.

I tedeschi non hanno privacy. O meglio, non hanno niente da nascondere. L'ultima volta che han provato a nascondere qualcosa - i campi di sterminio - non è andata a finire bene.

Non si spiegherebbe, altrimenti, l'alta concentrazione di nudisti nei parchi cittadini, roba che in Italia non si verrebbe denunciati per oltraggio al pudore semplicemente perché a nessuno verrebbe in mente di prendere il sole come mammà l'ha fatto ai giardini Margherita o a Villa Borghese.

Non si spiegherebbe, soprattutto, la predilezione dei tedeschi per la lavatrice condominiale. Sarò io antico o troppo italiano, ma la lavatrice condominiale è orrore e ribrezzo. A parte l'assurda usanza di far pagare 2 euro per ogni lavaggio (ma si sa, è consuetudine tedesca far pagare qualsiasi cosa almeno il quadruplo del suo valore), condividere un'unica lavatrice con quasi 50 appartamenti fa sinceramente schifo. Fa ancora più schifo togliere i panni di qualcun altro dalla lavatrice per mettere i propri: buona norma, dicono, è tenere la canestra vuota sotto la lavatrice per permettere a chi arriva poi di togliere i tuoi panni e mettere i suoi. Schifo sommo.

Senza contare poi che un posto così ristretto per così tante persone non può che tirar fuori il peggio: dalla tipa che schiaffa 10 monetine per volta "prenotando" la lavatrice per una giornata intera e bloccandone l'uso a tutti gli altri, al maniaco che ruba le mutandine femminili dall'altrui bucato. Come se non bastasse, la lavatrice non va a monete normali, no! Sarebbe troppo semplice. Per usarla c'è bisogno di gettoni speciali da richiedere all'hausmeister, figura indefinibile a metà strada tra un amministratore di condominio, un portinaio e un custode. Metti una banconota in una busta, la metti nella buchetta dell'hausmeister e il giorno dopo nella tua buchetta c'è l'equivalente in gettoni della banconota. Non è un sistema farraginoso: è peggio. È stupido.
Così, in soldoni, per lavare i panni uno deve accertarsi 1- di avere gettoni, 2- che la lavatrice sia libera. E così succede che il bucato di oggi viene pronto dopodomani, e nel frattempo l'ultima mutanda che hai inizia a far la muffa. Ma visto che, in Germania, tutto è pubblico, la puzza proveniente dal tedesco medio è pubblica anch'essa, con grande stizza dell'italiano che fa prima a lavarsi tutto a mano nella vasca.