Come il giovane Indiana Jones diceva nella serie TV, la cosa più importante quando si va in un Paese straniero è conoscere la lingua. Puoi presentarti anche come iraniana col burka e una cintura di pelle imbottita molto sospetta, ma se parli la lingua del posto in maniera convincente ti si apriranno tutte le porte.
Ecco, per continuare la metafora, diciamo che io non sto provando nemmeno a girare le maniglie delle porte. Spero che nessuno mi rivolga la parola, se lo fanno arrossisco ignoro e scappo, dopo le prime volte non vado neanche più in mensa (ma questo anche per altri motivi, costa troppo e c'è troppa gente), e ogni volta che devo fare qualcosa che preveda il minimo incontro con la lingua tedesca entro nel panico.
Il fatto e' che, nonostante la comune radice germanica, il tedesco e l'inglese non hanno assolutamente nulla a che fare tra loro. Ci sono alcune parole simili, ma di solito non sono quelle fondamentali nella frase. L'insana tendenza a accorpare in un unico vocabolo 4 o 5 parole diverse rende poi la lettura del tedesco praticamente impossibile (ora so come si sente un dislessico).
Ad esempio, ho rinunciato a fare l'abbonamento della metro proprio per evitare lo scontro col tedesco: dopo aver visto i locali che facevano scivolare velocemente le dita sul touchscreen della macchinetta ho capito che ne sarei uscito chiaramente sconfitto, specie sapendo le decine e decine di diversi biglietti che la Società dei Trasporti di Monaco prevede, come spiega amabilmente Der Pilger. In più, ho ricevuto una comunicazione secondo la quale devo contattare la locale Medicina del Lavoro per fissare un appuntamento per un esame della vista. Sulla comunicazione nessuna email, solo un numero di telefono. Terrore.




