Visualizzazione post con etichetta bonjour tristesse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bonjour tristesse. Mostra tutti i post

venerdì 31 agosto 2012

Questione di proporzioni

Poi qualcuno mi spiegherà cosa frega ad uno che compra la Pagani Huayra, supercar da 700 cavalli e 370 km/h di avere

quattro flaps a controllo totalmente automatico che bilanciano la macchina in ogni condizioni di guida e ottimizzano il coefficiente di resistenza aerodinamica per ridurre il consumo di carburante e le emissioni quando serve.

 Magari sarà anche uno di quelli che fa la fila il fine settimana ai distributori ENI col supersconto.

domenica 1 luglio 2012

Giovinezza

Le rubriche del Corrierone della Sera sono proprio forti. C'è in particolare la rubrica "Solferino 28 anni", che mostra - o dovrebbe mostrare - storie di successo o difficoltà dei giovani italiani. Solo che molte delle storie sono a dir poco ridicole.

C'è il tizio "mi sconsigliavano di andare all'Università, ora sono professore in Tailandia", che al grido di "meglio regnare all'inferno che servire in paradiso" tenta di spacciare per successo l'essere diventato uno "importante" in un posto che esporta kickboxers ed importa turisti sessuali pedofili.

C'è la tipa "come si diventa una campionessa olimpica", che dopo aver capito di essere una pippa in ogni sport degno di questo nome ha optato per il tiro a volo, che non pratica nessuno, non interessa a nessuno e non è nemmeno un vero sport (non si suda - cit.)

C'è il tipo "ho 26 anni e mi candido al cda della RAI", che è un emerito nessuno e le eminenze grigie alla Tv di Stato neanche ridono a crepapelle, perché significherebbe dargli perfino troppa importanza.

Se questa è la meglio gioventù italiana, figuriamoci tutti gli altri.

mercoledì 22 febbraio 2012

In cattive acque


Per chi si forse perso l'ultimo, tristissimo scivolone de Il giornale, versione online. No comment

lunedì 23 gennaio 2012

Viviamo in tempi difficili

In tempi come questi, questo tipo di pubblicità che ogni tanto mi compare sulla pagina Facebook mi fa pensare un po'.

lunedì 27 giugno 2011

Mio personalissimo cartellino


Nell'angolo sinistro: Cinema in Piazza a Bologna (Cinema Ritrovato e Sotto le stelle del cinema). Film restaurati e grandi classici, in originale con sottotitoli, costo zero, puoi portare mangiare e bere.

Nell'angolo destro: Kino am Olympiasee a Monaco: film ultime uscite, doppiati in tedesco, 6€, puoi solo portare da mangiare (il bere lo devi comprare lì).

Mi spiace ma, almeno sull'offerta cinematografica estiva all'aperto, Bologna batte Monaco 4-0.

giovedì 11 novembre 2010

Senza parole


Non ho molta voglia di scrivere oggi, o meglio l'avrei ma è meglio se non lo faccio. Voglio solo dedicare un pensiero ad un amico che la vita ha trattato non male, malissimo, e che non ha ancora smesso. Tieni duro.

martedì 27 luglio 2010

Sulla lama del rasoio


Mi sa che non ho più molto da dire. Più passa il tempo, più leggo quel che succede, più le mie idee si fanno estremiste, e questo mi spaventa un po'. I suicidi in carcere, che sembrano preoccupare un po' tutti, a me non smuovono una virgola. Neanche i morti alla Love Parade mi toccano: l'unica cosa che mi viene in mente è "se non vi piace il caldo non state in cucina". Mi fanno lo stesso effetto di Taricone che si butta col paracadute e si schianta: peggio per lui, se l'è andata a cercare.
Non prendo neanche più in considerazione qualcuno che parla di religione, penso che sia l'origine di tutti i mali. C'è sempre meno cultura, cinema, musica, che riesca ad apprezzare. Non sopporto più niente e nessuno. Non ho più empatia. Arrivasse Deckard e mi facesse il test del Voigt-Kampff, credo mi ritirerebbe come androide.

Non mi piace tutto questo, affatto. Però è così.

lunedì 24 maggio 2010

Deportivo la tristessa


Ho scarso interesse per lo sport. Di solito mi interessano quelli "puri", come l'atletica leggera o il nuoto, anche se essendo questi dei "contenitori" non tutte le discipline mi interessano allo stesso modo. Fosse per me, nel nuoto, manterrei solo lo stile libero: non capisco perché mantenere altri stili, quando lo scopo è andare più velocemente possibile da A a B e il modo migliore per farlo è appunto lo stile libero. Altrimenti, capovolgendo il ragionamento, perché mantenere solo quattro stili? E perché proprio quei quattro? Non potremmo aggiungere, che so, lo stile a un braccio solo, oppure lo stile cagnolino? Parimenti, nell'atletica leggera, abolirei senza piangerci sopra il salto con l'asta, l'orribile e ridicolo salto triplo e anche i 3000 siepi: siamo in una pista d'atletica, mica in un giardino botanico.

Per quanto riguarda i giochi, non credo che riuscirei a definire perché uno mi piace e l'altro no. Ad esempio non mi piacciono la pallavolo e il basket, perché a differenza di altri sport richiedono prerogative fisiche non sviluppabili volontariamente (devi essere alto, e se non lo sei non puoi allenarti per diventarlo). La pallanuoto non richiede queste prerogative, ma lo trovo uno sport lento e davvero poco spettacolare. Il football americano, al contrario, richiede fisici fuori dal comune ma mi piace perché è uno sport estremamente tecnico e molto spettacolare. Anche il baseball è molto tecnico e pieno di regole, ma mi appassiona come guardare un muro verniciato che si asciuga.

Il calcio è un capitolo a parte. Da una parte è uno sport elegante e non richiede fisici impossibili, ma dall'altra parte può essere davvero noioso. Il problema però è un altro. Il problema è proprio il suo essere un "capitolo a parte".

Ieri sono andato a prendere una pizza dal mio pizzaiolo di fiducia, un interista sfegatato. Di solito ha una tv sempre accesa sul calcio: ieri si stavano rivedendo la finale di Champions League, e il locale era pieno di interisti che urlavano, cantavano, piangevano e sventolavano bandiere. C'era un tipo coi capelli tinti di blu e nero che ogni dieci minuti urlava "Siamo campioni d'Europa, ve ne rendente conto? Dobbiamo urlare!!"

"Siamo"? Cosa vuol dire "siamo"? Hai giocato tu? Eri in campo? Sei un dirigente? Cosa te ne viene, perché devi renderti ridicolo in questa maniera?
Aspettando il mio turno mi sono sentito in imbarazzo per lui, e per tutta questa gente, che proiettano le loro vite grigie sulle prodezze sportive di venti persone che non hanno mai visto, con cui non hanno mai parlato, che vivono a 300 km di distanza e appartengono a gruppi socio-economici distanti anni luce. Ero l'unico in quel locale che non fosse ipnotizzato dal televisore, ma non avevo molti altri posti su cui posare lo sguardo.

Forse in realtà non è il calcio che mi irrita. E' il tifo, e solo per accidente capita che in Europa tifo e calcio si sovrappongano in larga parte.
La prossima volta la pizza, comunque, me la faccio portare a casa.

mercoledì 24 marzo 2010

La valigia di cartone


C'era una volta un mondo diverso, un mondo fatto di emigranti con la valigia di cartone che prendevano il mare e via, a lavorare in un paese straniero per mesi, anni, senza avere la possibilità di parlare con i propri cari se non per lettera, magari facendosela leggere perché analfabeti. Tali famiglie sopravvivevano, si ricongiungevano e la vita continuava.

Penso a questo, e alla sensazione di straniamento e di solitudine che provo ora, dopo una sola settimana di vita da solo, nonostante la mia Picciula non sia in Australia ma a Brescia, che la sento e la vedo sempre via skype e al telefono, e penso a quante palle avevano quelli di cent'anni fa, rispetto a noi ora. Ma non riesco comunque a togliermi dalla mente la sensazione che ogni sera passata senza di lei sia... sprecata.

giovedì 17 dicembre 2009

Standing on the shoulders of giants


Un giorno di dicembre lessi questo trafiletto in prima pagina di Repubblica.

Lessi del grande ritorno di De Sica, Gassman e Tognazzi, nel nuovo film di Natale.

Poi lessi l'anno, era il 2009. I due Vittorio e Ugo erano morti da tempo.

E piansi, piansi lacrime amare.

domenica 22 novembre 2009

Solo, al lavoro, di domenica


Solo. Al lavoro. Di domenica. In un dipartimento spettralmente deserto ma come al solito coi riscaldamenti sparati al massimo. Eh, Brunetta? Andò stanno gli sprechi secondo te, sui "fannulloni" o sulle tonnellate di metano bruciate a minchia?

Ma non volevo parlarvi di questo. Volevo solo suscitarvi pietà. Io. Solo. Al lavoro. Di domenica. Col Cioccoshow in centro, a neanche un km da qui, pieno di delizie cioccolatose che attendono solo di essere mangiate. Ma non da me. Solo. Al lavoro. Di domenica.

sabato 24 ottobre 2009

Bye bye trees


Non si può dire che a Bologna manchi il verde, questo no. Non è Dublino ma neanche Calcutta. Ci sono parchi, anche abbastanza grandi, viali alberati, giardinetti.

Da questo, però, a sradicare gli alberi di una intera strada - quella dietro casa mia, peraltro - ce ne corre.

Maledetti. Spero che in questa strada vi colga un temporale, e voi siate senza ombrello, e non troviate più gli alberi per ripararvi. E no, in questa strada non ci sono portici, mi spiace.

sabato 17 ottobre 2009

Difetto di obiettività


Uno dei giochini che preferisco è quello in cui ognuno deve nominare tre pregi e tre difetti di se stessi. Di solito ognuno si attribuisce difetti assolutamente veniali come "sono goloso" oppure "sono pigro", cazzate del genere. I pregi, per contro, sono della serie: "sono fedele", "sono altruista", spettacolari, meravigliosi. Se fosse vero nel mondo guideremmo già tutti auto a idrogeno, vivremmo sulla Luna e avremmo cancellato parole come razzismo e stupidità dal vocabolario.

Qualche tempo fa, in una surreale cena tra amici di amici di amici (praticamente nessuno conosceva nessuno), era venuto fuori questo giochino. Ascoltare gli altri lodarsi e minimizzare i propri difetti è davvero istruttivo. A quel punto non ho potuto far altro che cercare di descrivermi nella luce peggiore possibile - tanto chi li rivede più? - e guardare con soddisfazione le facce degli altri, tra il disgustato e l'incredulo. Al mio "non credo in nulla e non mi importa di nessuno" c'è stato un mezzo moto di rivolta, ma chissenefrega.

Uno dei "difetti" che le persone si attribuiscono è il classico "io so' bono e caro ma quanno me 'ncazzo..." che vorrebbe conciliare la positività del "non faccio del male a nessuno" con un tentativo di intimidire l'interlocutore, di fargli sapere che anche se ho un viso mansueto forse non è il caso di mettermi i piedi in testa perché poi scatta la rappresaglia.

A volte sono tentato anche io di attribuirmi questo "difetto". Poi ci penso e mi rendo conto che in realtà non è vero, perché non mi sono ancora mai incazzato davvero. E non so se sono capace di farlo, il che è anche peggio. È un assegno in bianco con scritto il mio nome a chi davvero mi vuol mettere i piedi in testa, è un "to', fai del tuo peggio".

Ad ogni incrocio della strada, transitando in bicicletta, provo quasi un fremito, un desiderio che la macchina che passa all'altro braccio dell'incrocio non si fermi e mi venga addosso, non per masochismo, ma semplicemente per urlargli contro tutto quello che mi viene in mente, spaccargli il cofano a pugni e a testate. Uno psicologo forse lo chiamerebbe rabbia repressa, e in questi momenti, ma solo in questi, sento che potrei davvero far mia questa definizione, il "bono e caro ma". In tutti gli altri momenti della mia vita, quando qualcuno mi passa coi tacchi sulla testa, mi accorgo che l'unica cosa che cerco in realtà è solo evitare che mi faccia troppo male.

venerdì 2 ottobre 2009

Braziiiillll...


Le Olimpiadi 2016 vanno a Rio de Janeiro.


No. Che palle.

Avranno ben 7 anni per fracassarci i maroni a colpi di samba.

giovedì 24 settembre 2009

Se l'ha vinto anche Arafat...

Elezioni oggi in Dipartimento: si elegge praticamente tutto, dai rappresentanti degli studenti, a quelli dei dottorandi, al nuovo direttore.

Fatta la mia scelta, ho votato e ora mi sento leggero, garrulo e fiero di aver compiuto il mio sacrosanto diritto-dovere di cittadino.

Talmente tanto contento che, preso da frenesia votatoria, stavo quasi per firmare anche questo:

Silvio per il Nobel

La tazza però è meravigliosa.

martedì 1 settembre 2009

Rat-tat-tattà!


C'è Berlusconi che va in Libia a festeggiare con Gheddafi il quarantennale della rivoluzione, cosa che ha comportato la confisca dei beni e l'espulsione per almeno 20mila italiani. Come se Shimon Peres andasse a rendere omaggio alla tomba di Hitler.
Ovviamente, ci va per prostituzione: io faccio l'amico così tu mi dai il petrolio. D'altronde Silvio di prostituzione se ne intende.
Ma c'è un ma: rischia di saltare tutto perché le Frecce Tricolori (da tutti additata come la pattuglia acrobatica migliore del mondo, ignorando Ramstein) si rifiutano di cambiare il pattern biancoverderosso dei loro scarichi mutandoli in tuttoverde, come la bandiera libica.
Quindi, si soprassiede sull'espulsione degli italiani ma non si transige sul colore di un fottutissimo scarico. Complimenti agli italianissimi Ministri della Repubblica.

Poi c'è la Luxuria che annuncia di voler cambiar sesso regolarmente ma
lo farò in gran segreto, probabilmente all'estero.

Annunciandolo prima sul Corriere. Bella mossa. Mi ricordano gli alieni di Mars Attacks che sparano agli umani mentre affermano "non correte! Siamo vostri amici!"

giovedì 27 agosto 2009

C'è sempre una prima volta


Incredibile. È la prima volta che sono d'accordo con la Lega, parola per parola:
I giovani leghisti insultano la Chiesa
"Vescovi ipocriti, devono tacere"

giovedì 20 agosto 2009

Verso il rettangolo


Su Wikipedia è già presente la mappa delle nuove Marche senza l'alta Valmarecchia (lo scorporo è esecutivo dal 15 agosto).
Ammazza quanto sono brutte.

Saluti e baci a tutti, per tre giorni me ne vado al Lago d'Iseo e in alta Val Seriana per qualche giorno di vacanza.

giovedì 30 luglio 2009

Tanto non eravate vere Marche


Voi ve le ricordate così, le Marche. Con quella forma da scoiattolo raggrinzito, schiena dritta a mare, zampette da qualche parte verso Sant'Angelo in Vado, la testa protesa verso la Romagna.

Dimenticatela.

Marche addio: all'Emilia Romagna
sette Comuni dell'Alta Valmarecchia


Lo scoiattolo ha perso la testa.

Gente, occhio. D'ora in avanti, il diluvio. Rischiate da un giorno all'altro di ritrovarvi in Basilicata o, quasi peggio, in Sardegna.

martedì 28 luglio 2009

Principianti


Come si manifesta la pecoronaggine del popolo minuto, e come evidenziare che è inutile farlo ragionare? Anche da questo articolo del Corriere, dal quale si evince che:

secondo quanto sostiene la stessa Bsm (British school of motoring, la principale società britannica di corsi di guida), il 70% dei partecipanti ai suoi corsi tende ad acquistare la stessa vettura con cui ha effettuato la scuola-guida.

Cioè, il 70% delle persone non attiva il cervello neanche per pensare ad una possibile auto più consona alle proprie esigenze. "Ah, io ho fatto la scuola guida con la Corsa, non ho proprio voglia di pensare che la retromarcia in un'altra macchina è diversa. Mi compro la Corsa".

Delirante.

Se avessi seguito la maggioranza io avrei dovuto comprare una scassata Fiat Uno con alimentazione a metano, che a ogni stop in discesa si spegneva. E possibilmente mi sarei comprato anche l'impiegato della scuola guida che a ogni spegnimento in discesa mi rassicurava: "Non ti preoccupare, non è colpa tua, è l'impianto a metano che è fallato. Speriamo che non càpiti il giorno dell'esame".